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Opere

Scena 16

Scena 23
Biografia
Giacomo Costa è nato a Firenze nel 1970.
Studia violino fino all’età di quattordici anni, poi si iscrive al liceo classico ma lo abbandona nel 1986 per dedicarsi all’attività di motocrossista e di meccanico di moto. Nel 1990, terminati gli studi da privatista, l’amore per la montagna lo allontana dalla sua città per condurlo verso le montagne d’Europa. La sua vocazione artistica nasce nel 1992, sulle vette del Monte Bianco, dove esercita il mestiere avventuroso di soccorritore alpino e dove inizia a cimentarsi con la fotografia. Seguono anni di approfondimento delle tecniche fotografiche e le riflessioni sulla corporeità e sul paesaggio metropolitano danno a Costa successo e affermazione in campo artistico. Ritorna a guardare la montagna nel suo aspetto sublime e maestoso, ma con un approccio che della realtà conserva soltanto il ricordo. Nelle sue opere ci troviamo di fronte a paesaggi mentali, completamente realizzati al computer e contaminati dalla presenza di elementi come le dighe, costruiti dall’uomo ma inseriti nel paesaggio quasi a definire un percorso totalmente illogico da un punto di vista razionale, eppure in armonia con le forme naturali. Nelle sue opere, la sapiente mescolanza di classico e contemporaneo dà vita a creazioni fantastiche che rassomigliano a vere e proprie cartoline dal futuro; altri elementi dell’opera umana che appaiono quasi da una nebbia sono le città contemporanee, prive di connotati originali e riconoscibili. E’ il nuovo paesaggio ideale che evoca un futuro in cui l’edificio eguaglia in dimensioni e potenza l’opera della natura, certamente non violentandola, ma assumendone i tratti maestosi e in un certo senso ineluttabili. Ecco che la sua ricerca artistica si interroga in realtà sulle possibilità di realizzazione esistenziale dell’essere umano, sulla sua capacità di vivere e coesistere con un mondo e una natura amica e nemica e la sua vicenda personale ne è una testimonianza eloquente.
Nel 1994 conosce il critico Maria Luisa Frisa che lo introduce nel mondo dell’arte e così progressivamente abbandona la fotografia commerciale per dedicarsi dal 1996 esclusivamente alla ricerca. Nel 1998 inizia un rapporto di lavoro con Photology che lo promuove in Italia e soprattutto all’estero. Nel 1999 partecipa alla XIII Quadriennale e alla VIII Biennale della Fotografia di Torino ed ottiene una personale nella sede londinese di Photology e nella galleria Arthur Roger di New Orleans. Nel 2001 partecipa al Premio Cairo e nel 2002 amplia i suoi orizzonti iniziando collaborazioni strette anche con altre realtà del mondo dell’arte realizzando la personale “Megalopolis” alla galleria Sergio Tossi. Nel 2003 vince il premio Casoli ed è invitato alla Anteprima XIV Quadriennale.
Attualmente vive e lavora a Firenze.