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Opere

Casa blindata

Le arche di Noé

Risorta
Biografia
Pietro Iori è nato a Reggio Emilia nel 1973.
Si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1998 con una tesi intitolata “Mater Matrice”, conseguendo la valutazione massima. Seguendo un indirizzo concettuale, la sua ricerca attraversa diversi ambiti secondo un modo di procedere tipicamente contemporaneo. Partendo da un citazionismo di matrice dada, si ispira all’armonia della grafica rinascimentale per approdare all’uso della fotografia analogica, del video e dell’installazione. L’artista si rifà a tecniche che richiedono tempi di produzione differenti, come
l’incisione e la pittura, il cui risultato finale è il frutto di un’accurata riflessione. Nei suoi lavori è viva e costante una dimensione del fare artigianale, fortemente legata a processi intuitivi ed istintivi; ogni materiale utilizzato passa attraverso un processo di decontestualizzazione per acquisire nuove
connotazioni, come avviene per il metallo traforato in una tagliente nube che delinea un orizzonte piatto nelle opere della serie “Red blood line”, o per acquisire un plus valore come avviene in
”L’equilibrista” dove la luce è utilizzata in modo pittorico e tautologico. Partendo dall’analisi delle pulsioni storico sociologiche che portarono gli scrittori dell’Ottocento a indagare la città vittima del progresso e della civilizzazione, l’artista è approdato alla riacquisizione della città come spazio in cui memoria personale e strati di vite sedimentate si intrecciano, entrando in relazione tra loro. Importante è infatti il suo lavoro sul paesaggio legato da un lato all’idea di transitorietà del viaggio, dall’altro al territorio incontaminato come luogo fisico dove l’uomo è riconoscibile e conserva con
questo un rapporto di intimità. In “Red blood line” e “Casa blindata” il giovane artista, attraverso l’analisi di rapporti di autoctonia con il paesaggio circostante, approda all’idea di casa come luogo
nel quale riconoscersi e ritrovare rifugio, in un rapporto uomo-spazio tipicamente classico. Nel 1998 realizza per l’ACT di Bologna un progetto pittorico mobile su veicoli pubblici intitolato “Transitorietà di giornata: pendolari” dove l’idea del vedere diviene una scusa per esprimere la
propria identità in una caotica contaminazione di segni tracciati come in una topografia cittadina. Tra il 1997 e il 1998 partecipa ad un progetto di interscambio con altri artisti, vivendo a Berlino per otto mesi e realizzando due mostre collettive. Nel 2005 realizza un’installazione pubblica per il Comune di Reggio Emilia dal titolo “L’equilibrista” dove una sorta di funambolico autoritratto in bilico sul filo della vita viene dipinto con la luce artificiale, base di ricerca costante della sua produzione. Nel 1997 è selezionato quale rappresentante della sezione pittura per l’Emilia Romagna
alla XXVI Biennale d’Arte d’Alatri. Nel 1998 espone all’Istituto di cultura germanica di Bologna e nel 2004 all’Istituto di cultura francese di Torino. Realizza come assistente insieme ad altri giovani artisti l’opera “Wall Drawing” di Sol Lewitt presso la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia; espone in numerose mostre personali e collettive tra le quali ricordiamo “Un cuscino per sognare” curato da Marinella Paterni presso la Galleria White Box di Monaco nel 2004 e “Video Weekend” presso la Galleria Dispari e Dispari di Reggio Emilia a cura di Rosanna Chiessi e Andrea Sassi. Attualmente ha dato vita ad un progetto indipendente durante la Settimana della fotografia europea di Reggio Emilia. Dal 1997 pratica laboratori d’arte nelle scuole.
Vive e lavora tra Reggio Emilia e Bologna.